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Il Nodo Smistamento Ordini e la standardizzazione dei processi di procurement

Il Nodo Smistamento Ordini e la standardizzazione dei processi di procurement

L’ennesimo pezzo del complesso puzzle chiamato standardizzazione dei processi di procurement, sta per essere aggiunto.

Gli elementi ci sono pressoché tutti: un unico formato semantico/sintattico standard di comunicazione, un canale di trasmissione interoperabile su scala europea e un indirizzo politico chiaro circa le sorti verso cui deve dirigersi il procurement in ambito pubblico e privato.  

A Ottobre, infatti, per le aziende del Servizio Sanitario Nazionale, entrerà in vigore l’obbligo di inviare esclusivamente in formato elettronico i documenti attestanti lo scambio degli ordini per l’acquisto di beni o servizi e la loro esecuzione.

L’obbligo, nello specifico, dovrà essere attuato mediante l’utilizzo del Nodo Smistamento Ordini (NSO) integrato con altri sistemi di controllo e monitoraggio nell’ambito della finanza pubblica, quali la Piattaforma Crediti Commerciali (PCC), il Nodo di Smistamento Ordini (NSO) dei pagamenti e degli incassi (SIOPE+), il già conosciuto Sistema di Interscambio (SDI) e la Banca Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP).

 

– di Francesco Foglio | 19 giugno 2018

 

L’obbligo normativo

Con l’obiettivo di incentivare gli strumenti a disposizione della Pubblica Amministrazione per garantire trasparenza nella catena degli approvvigionamenti, la Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 2015, commi 411-415) ha introdotto l’obbligo di utilizzo del Nodo Smistamento Ordini (NSO) per lo scambio dei documenti elettronici attestanti l’acquisto di beni o servizi e la loro esecuzione, nell’ambito della sanità pubblica. L’obbligo, che riguarda le aziende del Servizio Sanitario Nazionale, i loro intermediari e i loro fornitori, entrerà in vigore a partire dal 1° ottobre 2019, così come sancito dal Decreto del Ministro dell’Economia del 7 dicembre 2018.

Pertanto, da 1° ottobre 2019, non sarà più possibile per le imprese che operano nel settore sanitario con aziende pubbliche, servirsi di modalità alternative di trasmissione. Ovviamente, resta salva la facoltà per gli operatori che saranno coinvolti a Ottobre, di anticipare l’utilizzo del sistema previo accordo tra parte acquirente e parte fornitrice.

 

Il ruolo di NSO

Come descritto nelle Regole Tecniche per l’emissione e la trasmissione degli ordini elettronici pubblicate il 15 marzo 2019 e rilasciate in versione completa e definitiva il 9 maggio 2019, il Nodo di Smistamento Ordini (NSO) “gestisce la trasmissione in via telematica dei documenti informatici attestanti l’ordinazione (ordini di acquisto) e l’esecuzione (documenti di trasporto, stati di avanzamento dei lavori, ecc.) degli acquisti dei beni e servizi tra gli enti del Servizio sanitario nazionale, nonché i soggetti che effettuano acquisti per conto dei predetti enti, e i loro fornitori di beni e servizi”. Analogamente al Sistema di Interscambio nell’ambito della fatturazione elettronica, quindi, il NSO ha la funzione di hub tecnologico per lo smistamento e la consegna, previe opportune verifiche, del documento “Ordine” al destinatario designato.

Nel dettaglio, pertanto, NSO si occuperà:

 

. della validazione del messaggio (i.e. l’ordine), garantendone la correttezza formale;

. dell’assegnazione all’ordine di un codice identificativo univoco (IdT – Identificativo della Transazione) che verrà utilizzato come “numero di protocollo” all’interno della Piattaforma Crediti Commerciali (PCC);

. dell’inoltro dell’ordine al fornitore (o al suo intermediario identificato);

. della restituzione al soggetto emittente gli esiti/notifiche associate;

. dell’inoltro dell’ordine di acquisto alla PCC, che acquisisce le informazioni contenute nelle transazioni, ne gestisce la coerenza e le utilizza per alimentare la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche.

 

Le tipologie documentali

Attualmente sono quattro le tipologie documentali di Ordine che possono essere veicolate per il tramite del NSO. Nello specifico:

 

[2.3.3][1] Ordine

L’Ordine è il Documento rappresentativo dell’ordine di acquisto di beni e servizi emesso dal Cliente (Mittente) e indirizzato al Fornitore (Destinatario) predisposto nel formato descritto dalla specifica PEPPOL Order transaction 3.0.

 

[2.3.4] Ordine pre-concordato

 

L’Ordine pre-concordato è il Documento rappresentativo dell’ordine di acquisto di beni e servizi, emesso dal Fornitore (Mittente) invece che dal Cliente (Destinatario), in accordo con quest’ultimo, predisposto nel formato descritto dalla specifica PEPPOL Order Agreement transaction 3.0.

 

[2.3.5] Risposta

 

La Risposta è il Documento con cui il Fornitore (Mittente) accetta, declina o propone dei cambiamenti a un Ordine ricevuto dal Cliente (Destinatario), predisposta nel formato descritto dalla specifica PEPPOL Order Response transaction 3.0.

 

[2.3.6] Ordine di riscontro

 

L’Ordine di riscontro è il Documento con cui il Cliente (Mittente) conferma, declina o sostituisce (Ordine di riscontro sostitutivo) un Ordine pre-concordato (v. Paragrafo 2.4.5) oppure una Risposta inviati dal Fornitore (Destinatario). Conseguentemente, è predisposto nel medesimo formato, che è descritto dalla specifica PEPPOL Order transaction 3.0.

 

Il formato standard di comunicazione

Sempre nell’ottica di standardizzazione e interoperabilità dei flussi, il Legislatore ha previsto che tutte le tipologie documentali veicolate per il tramite del NSO dovranno essere realizzate utilizzando il meta linguaggio XML nella sua derivazione sintattica UBL. Di fatto, come specificato nelle già richiamate Regole Tecniche, i messaggi (recte Ordini) dovranno essere trasmessi sotto forma di file secondo la seguente modalità:

. un file in formato XML, contenente la Busta di trasmissione predisposta secondo la specifica PEPPOL Business Message Envelope (SBDH);

. il Corpo del messaggio che costituisce il Documento, ossia la parte del Messaggio che contiene i dati di business, costruito rispettando lo standard UBL v2.1.

 

Il canale di trasmissione/comunicazione

Per il NSO potranno essere utilizzati gli stessi canali di invio e ricezione previsti per la fatturazione elettronica, con “esclusione della cooperazione applicativa tramite porte di dominio in ambito Sistema Pubblico di Cooperazione (“servizio SPCoop”), in corso di dismissione” [n.d.r. alla data di pubblicazione delle Regole Tecniche].

Nel dettaglio:

. posta elettronica certificata, analogo sistema di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrità del contenuto delle stesse, di seguito “servizio PEC”;

. cooperazione applicativa su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service” fruibile attraverso protocollo HTTPS, di seguito “servizio SdICoop”;

. trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP, di seguito “servizio SdIFtp” [n.d.r. questo Canale sarà attivo a partire dal mese di Settembre].

 

L’impatto sulla fatturazione elettronica

L’introduzione dell’obbligo normativo, infine, avrà anche un impatto sulla fatturazione elettronica emessa in relazione all’Ordine veicolato per il tramite del NSO.

Nello specifico, l’articolo 3, comma 3 del richiamato Decreto del Ministro dell’Economia del 7 dicembre 2018 prevede che “a decorrere dalla data di cui al comma 2 [1° ottobre 2019], sulle fatture elettroniche sono obbligatoriamente riportati gli estremi dei documenti secondo le modalità stabilite nelle linee guida di cui all'art. 2[2].

Inoltre, il comma 4 del medesimo articolo aggiunge che “a decorrere dalla data di cui al comma 2 [1° ottobre 2019], gli enti del SSN e i soggetti che effettuano acquisti per conto dei predetti enti non possono dar corso alla liquidazione e successivo pagamento di fatture non conformi a quanto disposto al comma 3”.

 

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[1] I paragrafi citati fanno riferimento al documento contenente le Regole Tecniche per l’emissione e la trasmissione degli ordini elettronici http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/e-GOVERNME1/apir/NSO-Regole-tecniche-IT-Ver_3_0.pdf

[2] Si vedano le Regole Tecniche per l’emissione e la trasmissione degli ordini elettronici

I PROFESSIONISTI DELL’INNOVAZIONE: INTERVISTA AL DOTTORE COMMERCIALISTA CRISTIAN BARBISAN

I PROFESSIONISTI DELL’INNOVAZIONE: INTERVISTA AL DOTTORE COMMERCIALISTA CRISTIAN BARBISAN

DocuMI Srl, grazie al proprio servizio di conservazione digitale YouDOX, rende protagonisti i professionisti dell’innovazione. Il dottore commercialista Cristian Barbisan racconta in un contributo esclusivo il suo approccio alla digitalizzazione dei processi del suo studio professionale. Online il video integrale del contributo.

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CERTIFICAZIONE DI CONFORMITÀ: DOCUMI TRA I PRIMI CONSERVATORI CERTIFICATI

CERTIFICAZIONE DI CONFORMITÀ: DOCUMI TRA I PRIMI CONSERVATORI CERTIFICATI

Certificazione di conformità all’art. 29 CAD/dei conservatori accreditati. Che cos’è?

L’Art. 29 del CAD, recentemente modificato con D.Lgs 179/2016, prescrive che i conservatori accreditati o che intendano presentare istanza di accreditamento ad AgID per la conservazione di documenti informatici ottengano una valutazione positiva di conformità del proprio sistema di conservazione ai nuovi requisiti tecnici organizzativi individuati da AgID.

Tale certificazione di conformità deve essere rilasciata esclusivamente da un ente di certificazione accreditato ad Accredia – Ente italiano di accreditamento – a conclusione di un iter volto a verificare la presenza e persistenza dei requisiti tecnici richiesti per i sistemi di conservazione, attraverso l’esame di evidenze specifiche e l’approfondimento di aspetti specifici del sistema di conservazione.

 

DocuMI: superata con successo la verifica dei requisiti di conformità

DocuMI Srl, tra i primi operatori a sottoporsi al percorso di valutazione,  ha ottenuto la certificazione di conformità dei propri sistemi all’art. 24 del Regolamento eIDAS (UE) 910/2014, come definito dalla Circolare 5/2017 di Accredia, dimostrando ancora una volta l’alto profilo di qualità e sicurezza dei propri sistemi e delle proprie soluzioni.

Per scoprire i servizi di fatturazione elettronica e conservazione offerti da DocuMI, visitare i siti www.youpa.it e www.youdox.it

COMUNICAZIONI DATI FATTURA. TUTTI PRONTI PER IL 16 SETTEMBRE?

COMUNICAZIONI DATI FATTURA. TUTTI PRONTI PER IL 16 SETTEMBRE?

Gli obblighi e le scadenze

Passata la prima scadenza per l’invio delle Comunicazioni delle Liquidazioni periodiche IVA (inizialmente prevista per il 31 maggio e successivamente prorogata al 12 giugno), siamo ormai prossimi all’ulteriore nuova scadenza per la Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

La Comunicazione, che sostituisce il vecchio “spesometro”, è richiesta a tutti i soggetti passivi che in riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, sono obbligati a trasmettere “telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati di tutte le fatture emesse e di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/72, ivi comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni”.

Se per quest’anno l’invio è previsto su base semestrale, con scadenza il 16 settembre, a partire dal 2018 gli invii saranno su base trimestrale con scadenza entro il secondo mese successivo alla chiusura del trimestre di riferimento.

Dalla Comunicazione dei dati fattura sono esonerati esclusivamente i soggetti passivi che hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 1 comma 3 del D.Lgs. 127/2015.

Inviare i Dati Fattura all’AdE

Le novità introdotte dai D.Lgs. n. 193/2016 e n. 127/2015 sono ormai note a tutti. Alla luce anche dei provvedimenti tecnici (Provvedimento n. 182070 del 28 ottobre 2016) e chiarificatori dell’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 1/E del 7 febbraio 2017), possiamo ormai dare per assodate le informazioni necessaria a strutturare l’XML e le modalità di invio verso il Sistema di Interscambio.

Tuttavia, resta aperta una potenziale criticità operativa prodromica all’invio del tracciato XML dati fattura: in assenza di sistema gestionale o di feature appositamente integrate per l’invio dei dati fattura, a partire da quali dati posso generare l’XML dati fattura? Individuato l’insieme dei dati obbligatori per la Comunicazione dei dati fattura, come genero l’XML? Come posso essere sicuro che tutti i dati obbligatori siano correttamente inseriti nell’XML oggetto di invio al Sistema di Interscambio?

La soluzione è affidarsi a un intermediario già accreditato al canale del Sistema di Interscambio. Per questo motivo, DocuMI, offre alle aziende la propria soluzione integrata youdox.it. Come già fatto per la fatturazione elettronica PA, B2B e le Comunicazioni delle Liquidazioni periodiche IVA, le Aziende hanno la possibilità di sgravarsi da qualunque costosa implementazione ERP, superando al contempo e in modo efficiente le difficoltà tecnico burocratiche richieste per la generazione del formato strutturato dei dati da inviare al Sistema di Interscambio.

Sarà infatti sufficiente trasmettere i PDF o i TXT dei propri Registri IVA con le anagrafiche Clienti/Fornitori affinché DocuMI si occupi della generazione dell’XML dati fattura, dell’apposizione della firma digitale, della trasmissione al Sistema di Interscambio nonché della gestione e conservazione a norma di tutte le notifiche e le ricevute rilasciate dall’Agenzia delle Entrate.

All’azienda non resterà che monitorare l’attività di invio delle proprie Comunicazioni tramite l’applicazione web youdox.it che, unitamente alle usuali funzionalità gestione e consultazione, permetterà di gestire anche l’archivio di conservazione a norma.

Per maggiori informazioni visitate youdox.it o scrivete a info@documi.it

FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: MODALITÀ OPERATIVE

FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: MODALITÀ OPERATIVE

Come abbiamo già anticipato, ciascun contribuente può – entro il 31 marzo 2017esercitare l’opzione prevista dall’articolo 1, comma 3 del D.Lgs n. 127/2015 per trasmettere i dati delle fatture emesse e ricevute, oltre alle bollette doganali e alle relative note di variazione.

Concretamente, quindi, il contribuente potrà trasmettere e ricevere le fatture elettroniche tra privati B2B tramite il Sistema di Interscambio – anche per mezzo di un Incaricato con canale di trasmissione accreditato, come già avviene per la fatturazione elettronica PA – ovvero trasmettere i dati fattura verso il sistema di ricezione di Sogei (Agenzie delle Entrate).

Le due modalità di cui sopra sono tra loro concorrenti poiché il contribuente potrà, anche mediante Incaricato, emettere e ricevere fatture elettroniche B2B tramite SDI senza trasmettere telematicamente i dati delle stesse fatture ovvero emettere e ricevere alcune fatture elettroniche B2B tramite SDI e, allo stesso tempo, inviare telematicamente i dati delle fatture (ivi comprese quelle già inviate tramite SDI).

Vale la pena di ricordare che il contribuente che esercita l’opzione ma che poi omette la trasmissione dei dati o la realizza con dati parziali o inesatti, decade dagli effetti premiali previsti dal D.Lgs n. 127/2015 potendo incappare, per altro, nelle previste sanzioni amministrative.

Ancora, mentre i contribuenti che esercitano l’opzione sono esonerati dal c.d. spesometro, per tutti gli altri permane l’obbligo di effettuare la comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA così come disposto dall’articolo 4 del D.L. n. 193/2016.

Ovviamente, il Sistema di Interscambio è utilizzabile anche per l’invio di fatture elettroniche B2B senza esercizio alcuno dell’opzione; motivo per cui, in tal caso, non sono previsti incentivi né tanto meno esonero dal c.d. spesometro trimestrale.

A partire dal 1° gennaio 2017, quindi, si darà ufficialmente avvio al processo di fatturazione elettronica tra privati B2B che, in concreto, poco si differenzia da quello verso la Pubblica Amministrazione per cui:

  • il tracciato XML per le fatture elettroniche ordinarie (PR) o semplificate (PRS) è, con poche eccezioni, il medesimo di quello FEPA;
  • sono previsti tutti i messaggi di notifica/esito ad eccezione di quello “Attestazione di Avvenuta Trasmissione della fattura con impossibilità di recapito”;
  • sarà possibile avvalersi di un Incaricato (aka Intermediario) per la trasmissione e la ricezione delle fatture elettroniche.

Le fatture elettroniche B2B saranno smistate dal Sistema di Interscambio ai soggetti destinatari o mediante PEC o mediante la valorizzazione del “codice destinatario” inserito come campo specifico nel XML. Il predetto codice è attribuito direttamente dal Sistema di Interscambio nel caso di accreditamento del canale di ricezione.

Quanto al formato, resta da dire che la nuova versione del tracciato XML – per la cui implementazione è stata prevista la sospensione del servizio SDI che non sarà disponibile dalle ore 22:00 del 31 dicembre 2016 alle ore 08:00 del 09 gennaio 2017 – sarà utilizzata sia per la fatturazione elettronica tra privati che per la fatturazione elettronica verso la PA.

FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: INCENTIVI E SEMPLIFICAZIONI

FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: INCENTIVI E SEMPLIFICAZIONI

Premesso che la fatturazione elettronica tra privati B2B esiste anche e indipendentemente dall’esercizio dell’opzione prevista dal D.Lgs n. 127/2015 da parte del contribuente, è evidente che l’effetto premiale del predetto Decreto unitamente ai vantaggi in termini di semplificazione amministrativa/burocratica e incentivi, rende necessario un approfondimento.

Elenchiamo, di seguito, i vantaggi a favore del contribuente che opziona la fatturazione elettronica B2B tramite il Sistema di Interscambio:

  • Abolizione dell’obbligo di comunicare telematicamente i dati delle fatture emesse e ricevute, comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni, cosiddetto “spesometro trimestrale” (introdotto dall’art. 4 del Decreto Legge 22 ottobre 2016 n. 193);
  • Procedura prioritaria per i rimborsi IVA (ex art. 30 del D.P.R. n. 633/72), entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale, anche in assenza dei requisiti di cui all’art. 30, secondo comma, lettere a), b), c), d) ed e);
  • Riduzione degli adempimenti per i contribuenti mediante nuove modalità semplificate per i controlli fiscali che, secondo la previsione del DMEF 4 agosto 2016 potranno essere eseguiti anche da remoto;
  • Riduzione di due anni dei termini di accertamento, in relazione all’accertamento IVA. Per le imposte dirette, invece, la riduzione è limitata ai soli redditi d’impresa o di lavoro autonomo. Per la reale applicazione della riduzione in oggetto è fondamentale che siano rispettate le disposizioni contenute nel già citato DMEF 4 agosto 2016, per cui occorrerà che i soggetti che subiscono l’accertamento abbiano garantito la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati (si tratterà quindi di utilizzare metodi di pagamento tracciabili come carte di debito o di credito, bonifico bancario o postale, assegno bancario, circolare o postale recante la clausola di non trasferibilità, etc.). La tracciabilità dei pagamenti non è invece necessaria per i pagamenti di importo fino a 30 euro che potranno essere eseguiti ancora in contanti. La riduzione, inoltre, sarà operativa anche se risulterà verificata la condizione sempre prevista dall’articolo 4 comma 1 del citato DMEF per cui i contribuenti devono aver comunicato, con riguardo a ciascun periodo d’imposta, l’esistenza dei presupposti sulla tracciabilità dei pagamenti nella relativa dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi, secondo la modalità di comunicazione che sarà definita con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate;
  • Abolizione dell’obbligo di comunicazione relativa agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea (abolizione già prevista, a decorrere dal 1° gennaio 2017, dall’articolo 4 del D.L. n. n. 193/2016);
  • Abolizione dell’obbligo di comunicazione relativa ai contratti stipulati da società di leasing e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e noleggio (abolizione già prevista, a decorrere dal 1° gennaio 2017, dall’articolo 4 del D.L. n. n. 193/2016);
  • Abolizione dell’obbligo di comunicazione “Black List” (abolizione già prevista, a decorrere dal 1° gennaio 2017, dall’articolo 4 del D.L. n. n. 193/2016);
  • Abolizione dell’obbligo di comunicazione relativa agli acquisti di beni da San Marino con assolvimento dell’IVA mediante auto-fatturazione ex articolo 16 D.M. del 24 dicembre 1993 (abolizione già prevista, a decorrere dal 1° gennaio 2017, dall’articolo 4 del D.L. n. n. 193/2016).

Per una limitata categoria di soggetti individuati dall’articolo 4 del DMEF 4 agosto 2016, inoltre, l’articolo 4 del D.Lgs n. 127/2015 prevede un’ulteriore riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili.

Pertanto:

  • gli esercenti arti e professioni: quindi per coloro che svolgono in via abituale, anche se non esclusiva, in forma individuale o in forma associata, attività di lavoro autonomo diverse da quelle di impresa e di lavoro dipendente;
  • le imprese ammesse al regime di contabilità semplificata, ex articolo 18 del D.P.R. n. 600/73;
  • tutte le imprese ma limitatamente all’anno di inizio dell’attività e ai due anni successivi,

opzionando potranno:

  • fruire di un programma di assistenza e differenziato dell’Agenzia delle Entrate, tramite cui sono messi a disposizione del contribuente, in via telematica, gli elementi informativi necessari per le liquidazioni periodiche e per la dichiarazione annuale dell’IVA;
  • non procedere con la registrazione delle fatture di cui all’articolo 23 del d.P.R. n. 633/72 e con la registrazione degli acquisti di cui all’articolo 25 del d.P.R. n. 633/72;
  • non apporre il visto di conformità o la sottoscrizione alternativa e la garanzia previsti dall’articolo 38-bis del d.P.R. n. 633/72 per i rimborsi.

A domani.

 

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FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: NORMATIVA E OPZIONE

FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: NORMATIVA E OPZIONE

Nel precedente post abbiamo analizzato alcuni interessanti numeri in tema di fatturazione elettronica tra privati (FE B2B) che ci permettono di azzardare un pronostico: la fatturazione elettronica sarà sicuramente un successo e costituirà anche, ma non solamente, mediante l’esercizio dell’opzione prevista dal D.Lgs n. 127/2005, un vantaggio competitivo per i Professionisti e le Azienda che la adotteranno.

Le novità fiscali che accompagnano la fatturazione elettronica, inserite nel D.Lgs 5 agosto 2015, n. 127, rubricato “Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della legge 11 marzo 2014, n. 23”, sono state attuate con l’emanazione dei seguenti Provvedimenti tecnici:

– Decreto del Ministero dell’Economia e Finanze del 4 agosto 2016

Attuazione degli articoli 1, comma 5, 3, comma 1, lettera d), e 4, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, in materia di trasmissione telematica delle operazioni IVA. Decreto pubblicato sulla G.U. n. 208 del 6 settembre 2016;

– Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 212804 del 1 dicembre 2016

Modifiche ai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 28 ottobre 2016 numero 182070 e numero 182017 relativi, rispettivamente, alla trasmissione telematica dei dati delle fatture e alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri ai sensi dell’articolo 1, comma 3, e dell’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo del 5 agosto 2015 n. 127;

– Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 182070 del 28 ottobre 2016

Definizione delle informazioni da trasmettere, delle regole e soluzioni tecniche e dei termini per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute, per l’esercizio della relativa opzione e per la messa a disposizione delle informazioni ricevute ai sensi dell’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo del 5 agosto 2015 n. 127;

– Pubblicazione sul sito www.fatturapa.gov.it delle nuove specifiche sul formato, sui controlli e sul Sistema di Interscambio per la Fatturazione Elettronica anche verso i privati oltre che verso la PA, valide a partire dal 1 gennaio 2017;

-Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 182017 del 28 ottobre 2016

Definizione delle informazioni da trasmettere, delle regole tecniche, degli strumenti tecnologici e dei termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri da parte dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo del 5 agosto 2015 n. 127, nonché delle modalità di esercizio della relativa opzione;

– Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 210183 del 29 novembre 2016

Modificazioni degli allegati alle specifiche tecniche approvate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 giugno 2016 relativo alla definizione delle informazioni, delle regole tecniche, degli strumenti e dei termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici, ai sensi dell’articolo 2, commi 2 e 4, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127;

– Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 102807 del 30 giugno 2016

Definizione delle informazioni, delle regole tecniche, degli strumenti e dei termini per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici, ai sensi dell’articolo 2, commi 2 e 4, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127. Il Provvedimento è stato modificato nelle specifiche dal Provvedimento del 29 novembre 2016 indicato precedentemente.

Le importanti opportunità contenute nel D.Lgs n. 127/2005 che, nel dettaglio, definisce:

  • I controlli a distanza dell’Autorità fiscale;
  • Le modalità e le regole del pagamento elettronico per usufruire della riduzione di due anni dei termini di accertamento;
  • La definizione delle categorie di soggetti che, esercitando l’opzione, possono usufruire di ulteriori riduzioni amministrative e di un piano di assistenza,

vanno necessariamente coordinate con le previsioni contenute nell’articolo 4 del D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 convertito con modificazione con la Legge 11 dicembre 2016, n. 225 (che analizzeremo nei prossimi post).

La natura premiale della normativa citata ha un’origine ben precisa poiché il D.Lgs n. 127/2005, attuativo della Legge Delega Fiscale n. 23/2014 (articolo 9), è stato emanato per dar seguito alle indicazioni fornite dall’OCSE secondo cui le Amministrazioni fiscali europee devono modificare il loro rapporto con i cittadini contribuenti, esercitando la funzione di controllo in maniera preventiva a partire dall’acquisizione di dati certi che, passando per una più efficace tracciabilità dei pagamenti, consenta di semplificare e ridurre gli adempimenti fiscali a carico dei contribuenti medesimi.

Proprio l’articolo 1 comma 3 del D.Lgs n. 127/2005 concede la facoltà per il contribuente – relativamente al periodo di imposta 2017 e per i quattro anni successivi – di esercitare l’opzione per la trasmissione telematica dei dati di tutte le fatture (emesse e ricevute), anche mediante la fatturazione elettronica B2B tramite Sistema di Interscambio (SDI).

L’opzione può essere esercitata esclusivamente tramite un’apposita funzionalità del servizio online fornito dall’Agenzie delle Entrate. Nella sezione dedicata consultabile qui, è possibile visualizzare il flusso operativo per l’esercizio delle opzioni, sia da parte dell’operatore economico che da parte dell’eventuale incaricato. Di fatto, come già accaduto per la fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, gli operatori economici possono incaricare un soggetto terzo “trasmittente” per l’invio e la ricezione, in loro nome e conto, delle fatture elettroniche B2B.

L’opzione va esercitata da parte del contribuente entro il 31 marzo 2017 e, una volta esercitata, sarà valida per i quattro anni successivi. Il termine di esercizio, inizialmente previsto per il 31 dicembre 2016, è stato prorogato dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 212804 del 1° dicembre 2016.

L’esercizio dell’opzione per la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi o di quella per la trasmissione telematica dei dati delle fatture, è stata attivato a tutti gli effetti a partire dal 13 dicembre 2016. I contribuenti potranno accedere alla piattaforma dedicata “Fatture e Corrispettivi” e, previa login con proprie credenziali Fisconline, Entratel, Carta Nazionale dei Servizi o SPID, esercitare l’opzione in oggetto.

L’opzione, se non revocata, si rinnova automaticamente di quinquennio in quinquennio. La revoca, allo stesso modo del primo esercizio, può essere esercitata – entro il 31 dicembre dell’ultimo anno del quinquennio – in modalità esclusivamente telematica, mediante l’apposita funzionalità presente sul sito web dell’Agenzia delle Entrate. La revoca avrà effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo all’ultimo quinquennio.

A domani

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FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: ROAD MAP VERSO L’ADOZIONE

FATTURAZIONE ELETTRONICA TRA PRIVATI B2B: ROAD MAP VERSO L’ADOZIONE

Che la fatturazione elettronica tra privati (B2B) sia in grado di generare benefici economici e valore aggiunto per imprese e professionisti, ormai non c’è alcun dubbio. Che la fatturazione elettronica tra privati oggi e domani rappresenti il miglior driver per la digitalizzazione dei processi aziendali (ciclo degli acquisti) e la crescita dei rapporti relazionali con i propri clienti e fornitori, allo stesso modo non c’è dubbio.

Prima di passare in rassegna le ormai note novità normative e, nel dettaglio, i vantaggi e i benefici derivanti dagli sgravi burocratici per chi deciderà di opzionare il servizio tramite il Sistema di Interscambio – lo faremo con post quotidiani da qui a Natale – facciamo il punto sulla fatturazione elettronica in Italia[1].

Il potenziale economico

Il tessuto economico italiano è fatto di 5MLN di imprese di cui, il 94% ha meno di 10 dipendenti. Ciascuna di queste imprese opera all’interno di almeno una o più Supply Chain. In Italia il B2B vale circa 2700 MLD di euro all’anno di cui, l’e-commerce, rappresenta il 10%.

I processi digitali B2B

Durante l’anno 2015, il 43% delle grandi aziende e il 24% delle piccole e medie imprese hanno scambiato con i propri clienti e fornitori, documenti in formato elettronico strutturato attraverso i principali strumenti di eCommerce B2B.

La diffusione delle fatture elettroniche e dei portali B2B

Sono 100 mila le imprese connesse ai portali B2B e 15/20MLN sono invece le fatture scambiate in formato elettronico strutturato.

La conservazione digitale

Nel 2015 sono 650 mila le imprese che hanno fatto conservazione a norma digitale di fatture attive e/o passive – rispetto alle 5 mila del 2013 – ma di queste, la maggior parte si è limitata a portare in conservazione le sole fatture emesse verso la PA.

La fattura elettronica tra privati B2B

Nel 2015 sono 80 MLN le fatture elettroniche in formato strutturato sono risultate di cui, 55 MLN sono fatture elettroniche B2B. Gli 80 MLN di fatture elettroniche del 2015 rappresentano il 6% del 1,3 MLD di fatture scambiate in Italia.

La possibilità concreta di realizzare, sia per il ciclo attivo che passivo, la fatturazione in formato strutturato elettronico (anche ma non solamente tramite il Sistema di Interscambio) permetterà a Professionisti e Aziende di disporre di flussi informativi aggregati necessari all’efficientamento delle modalità di controllo contabile, di esibizione a terzi e di razionalizzazione dei costi aziendali.

A domani.

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[1] Fonte e dati dell’Osservatorio Politecnico di Milano

FATTURAZIONE ELETTRONICA B2B: DAL 13 DICEMBRE AL VIA L’OPZIONE

FATTURAZIONE ELETTRONICA B2B: DAL 13 DICEMBRE AL VIA L’OPZIONE

Come noto, il Decreto Legislativo 5 agosto 2015 n. 127, pubblicato in G.U. n. 190 del 18 agosto 2015 ed attuativo dell’art. 9 della Legge Delega Fiscale n. 23/2014, è stato emanato affinché l’Amministrazione fiscale adotti nuove e più performanti misure di contrasto all’evasione in cambio di semplificazione e riduzione di adempimenti fiscali a carico del contribuente.

Proprio l’art. 1 comma 3 del predetto D.Lgs. prevede che i contribuenti, per le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate a partire dal 1° gennaio 2017, possano esercitare facoltativamente l’opzione per la trasmissione telematica dei dati di tutte le fatture, anche mediante fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio.

Secondo quanto previsto dal Provvedimento n. 212804 del 1 dicembre 2016 dell’AdE l’opzione, inizialmente esercitabile entro il 31 dicembre 2016, dovrà ora essere esercitata entro il 31 marzo 2017. Entro tale data e a partire dal 13 dicembre 2016 (dopo le ore 10) quindi, i contribuenti che intendono esercitare l’opzione per la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi o di quella per la trasmissione telematica dei dati delle fatture potranno farlo online accedendo alla piattaforma “Fatture e corrispettivi”, dal sito internet dell’AdE, utilizzando proprie credenziali Fisconline o Entratel, la propria Carta Nazionale dei Servizi oppure attraverso Spid.

Occorre ricordare che l’opzione, una volta esercitata e se non revocata, si rinnova automaticamente di quinquennio in quinquennio.

TUTTI I BENEFICI DELLA FEB2B

TUTTI I BENEFICI DELLA FEB2B

Con la pubblicazione del Provvedimento 182070 del 28 ottobre, l’Agenzia delle Entrate ha definito le regole, le soluzioni tecniche e i termini per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute, in attuazione della previsione normativa contenuta nell’articolo 1, commi 2 e 3, del Decreto Legislativo del 5 agosto 2015 n. 127.

Le regole tecniche seguono di pochi giorni la pubblicazione in G.U. del Decreto Legge n. 193/2016 contenente disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.

Il quadro è dunque pressoché completo.

A questo punto vale la pena sottolineare come il Legislatore inizialmente orientato all’azione premiale – benefici fiscali e burocratici in cambio dell’adozione (facoltativa) della fatturazione elettronica – abbia trasformato un’opportunità in un vincolo de facto. Se da un lato il Decreto Legislativo del 5 agosto 2015 n. 127 stabilisce che:

i soggetti passivi possono optare per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni […]”,

al fine di far venir meno:

la trasmissione delle transazioni mediante spesometro, la trasmissione delle comunicazioni delle operazioni in blacklist; la trasmissione degli acquisti effettuati da operatori di San Marino; la trasmissione dei modelli Intrastat; la trasmissione dei contratti stipulati dalle società di leasing,

oltre che:

avere diritto a ricevere rimborsi entro i 3 mesi successivi alla presentazione della dichiarazione; a vedersi ridotti di un anno verifiche, controlli e accertamenti fiscali; essere esonerati dall’obbligo di apposizione del visto di conformità e dall’obbligo di registrare le fatture emesse e gli acquisti nell’apposito registro,

dall’altro il Decreto Legge 22 ottobre 2016 n. 193 stabilisce che:

in riferimento alle operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, i soggetti passivi trasmettono [quindi obbligatoriamente – n.d.r.] telematicamente all’Agenzia delle entrate, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate […]  ivi comprese le bollette doganali, nonché i dati delle relative variazioni […]”.

La mancata opzione con il conseguente effetto premiale, quindi, costringerebbero in ogni caso il soggetto passivo a cimentarsi con un adempimento obbligatorio teso a fornire all’Agenzia delle Entrate, le stesse informazioni cui questa potrebbe attingere, autonomamente, nel caso di adozione della fatturazione elettronica B2B.

I soggetti passivi che opteranno per la fatturazione elettronica B2B o meglio, che opteranno per la trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e ricevute (entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della trasmissione dei dati), saranno esonerati anche dall’adempimento trimestrale di cui al Decreto Legge n. 193/2016.

Pur restando la fatturazione elettronica B2B una facoltà e non un obbligo, appare evidente che i soggetti passivi che si struttureranno con appositi strumenti e/o processi di fatturazione elettronica saranno particolarmente agevolati nella gestione dei flussi documentali e di dati verso l’Amministrazione finanziaria.

 

Francesco Foglio